LE PAGELLE - Foggia non pervenuto. Cinque meritate sberle al Partenio

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Non succederà più. Nel 1982, usciva l’omonimo brano di Adriano Celentano e Claudia Mori diventato poi un cult in molti spogliatoi del mondo calcistico italiano. Sicuramente non in quello del Foggia Calcio, sicuramente non il motto più congeniale a Giovanni Stroppa. Dopo l’impietoso risultato della trasferta di Pescara, l’allenatore rossonero si è presentato ai microfoni della sala stampa ribadendo: “Non succederà più”. Bugia. Ieri, ad Avellino, è stata scritta probabilmente la pagina più triste del Foggia dal ritorno nel mondo del professionismo. Una squadra senza grinta, senza mordente, senza ambizioni né gamba è stata letteralmente (L-E-T-T-E-R-A-L-M-E-N-T-E) surclassata da un’altra parsa di tre, quattro, forse cinque categorie superiori. Avellino-Foggia si è conclusa con il risultato di 5-1, con un dubbio rigore trasformato da Mazzeo. Nelle ultime due uscite contro Pescara e Virtus Entella era stata concessa l’attenuante della prestazione, a tratti di livello, ma ieri è stato uno spettacolo indecente e un’agonia per tutti gli affezionati al mondo del calcio foggiano. Soliti errori individuali, carenze tecnico-morali, cali di tensione e crollo psicologico. Le belle parole del “bisogna lottare fino all’ultimo minuto” sono state trascinate via dalla pochezza di una squadra che ieri si è mostrata assolutamente fuori contesto. Fortunatamente, per il Foggia, il campionato di Serie B consta di 42 partite e perdere due partite 5-1 o 1-0 ai fini della classifica, potrebbe valere solo in caso di arrivo a pari punti. Il bottino a disposizione è ancora ampio e un paio di risultati utili consecutivi potrebbero aiutare il morale di una squadra, di uno spogliatoio in palese difficoltà. Di sicuro, la strada imboccata è quella peggiore in assoluto. Tra 6 giorni arriva il Palermo di Coronado, Nestorovski e Trajkovski che dopo il 3-3 di Empoli avrà fame di vittoria per raggiungere la Serie A. Lo Zaccheria dovrà aiutare a spingere il Foggia quanto più lontano possibile dalle sabbie mobili.

Ecco le pagelle di Avellino-Foggia:

GUARNA, voto 5: Passi il rigore, passi il tiro sotto le gambe, passi il colpo di testa da distanza ravvicinata. L’intevento sul quarto gol però è da “Terza Categoria”. Improponibile da un portiere che ha masticato tanta Serie B. SCIAGURATO

EMPEREUR, voto 4: Una decina di anni fa girava la battuta: “Quando il gioco si fa duro, Recoba chiede di uscire”. Basta sostituire a “Recoba”, la parola “Empereur”. INFORTUNATO

COLETTI, voto 3,5: Non è un centrale di ruolo e piazzarlo al centro di una difesa a tre è un errore da “matita blu”. Si perde di testa Morosini sul 3-1 e guarda la palla mentre Ardemagni deposita il 4-1, palesando tutte le sue difficoltà.  IMPROPRIO

CAMPORESE, voto 4: Difficile dargli addosso perché fare meglio nel nulla generale sarebbe stato arduo. Certo, lui ci mette del suo con errori tecnici come attendere ogni volta l’uno contro uno fino a fare entrare gli attaccanti nell’area, vedi altresì Gerbo.  IMPACCIATO

RUBIN, voto 4: Guadagna un punto nella votazione per aver salvato un gol, poi inutile ai fini del risultato. Poi sparisce.  INVOLUTO

GERBO, voto 4,5: Il rigore nasce da una sua percussione. In fase offensiva è apprezzabile però i suoi cross oltre ad essere fuori misura sono per un centravanti che non c’è e, forse, non esiste nella rosa del Foggia. Umiliato da Bidaoui sul quarto gol. OSTINATO

AGAZZI, voto 3,5: Semplicemente dove è finito il centrocampista dello scorso anno? Non può essere quel Davide Agazzi. Sbaglia tutto il possibile e l’ammonizione lo tiene a freno. SCOMPARSO

VACCA, voto 3: Rouleta, gioco di fino e colpi di tacco vanno bene ai 3vs3 in spiaggia. Perde palloni mortiferi, due gol nascono da due suoi errori. SUPERFICIALE

FEDELE, voto 3: E’ una mezz’ala ma non corre, è un trequartista ma non ha la tecnica, è un mediano ma non ha i tempi di gioco. Ecco la sintesi di Fedele contro l’Avellino. Fisicamente a terra. INUTILE

BERETTA, voto 4,5: Ci prova, si sbatte, prende qualche fallo ma sull’esterno non può giocare. Esce per Nicastro (s.v.). TIMIDO

MAZZEO, voto 5: Con due reti è il miglior realizzatore del Foggia, quindi viene facile pensare che il problema non sia lui in quanto tale. Il problema è che è sempre troppo lontano dalla porta e ha bisogno di un partner fisso in area. Non riesce a fare reparto in maniera autonoma. SOLO

CHIRICO’, voto 5,5: Dopo 7’ dal su ingresso in campo, il Foggia trova il momentaneo 2-1. E’ sicuramente il più frizzante ma si ostina in quel dribbling di troppo che gli fa perdere quasi sempre l’attimo buono per concludere. Deve essere meno solista. TESTARDO

DELI, voto 5,5: Entra al 60’ al posto di un improponibile Agazzi e va vicino al gol del 5-2 con una deviazione sotto misura. Troppo poco ma trova una partita compromessa e una squadra arrendevole. IMPRECISO

STROPPA, voto 4: Perché il 3-5-2 alla seconda giornata? Perché Fedato fuori? Perché Chiricò fuori? Il rischio è che il tempo di rispondere a questi interrogativi non c’è. C’è tempo per migliorare, invece. Testa al Palermo. Mancano 39 partite e 117 punti, basterebbe farne già solo la metà. CONFUSO

 

  

Agostino Piacquadio