LE PAGELLE - Nel segno di Loiacono. Foggia a un solo punto dalla B

Foto: Carla Bianco
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Tutto è bene quel che finisce bene”. E’ andata come doveva andare, o quasi. Foggia rinvia la festa promozione a data da destinarsi. Ai rossoneri non basta la vittoria contro la Reggina ma, in virtù del pari tra Matera e Lecce, servirà ancora un punto nelle prossime tre gare per sancire la matematica promozione in cadetteria. I Satanelli archiviano altri tre punti vincendo per una rete a zero contro la formazione di Karel Zeman grazie ad un gol di Giuseppe Loiacono, uno dei simboli della rinascita rossonera. La squadra di Stroppa allunga la striscia di vittorie consecutive a 10 stabilendo un record assoluto nella storia del club dauno. 80 sono, invece, i punti conquistati dai rossoneri con ancora 3 giornate da disputare e la possibilità di migliorarsi ulteriormente, come auspicato dallo stesso mister Stroppa nella conferenza post-Reggina. Foggia che parte “giochicchiando” a ritmi non altissimi. A causa del differente tasso qualitativo, e nonostante dia l’impressione di essere stanca, la formazione rossonera pare poter trovare la via del gol da un momento all’altro. Ci provano Chiricò, Rubin, Mazzeo e Di Piazza ma complici l’estremo difensore amaranto Sala e la mira poco precisa dei “tiratori” foggiani, la prima frazione si chiude sullo zero a zero. La seconda frazione riprende sulla falsariga del primo tempo con il Foggia a giocare e la Reggina a contenere, il tutto a ritmi piuttosto blandi. Fuori Chiricò, dentro Sarno ma non cambia molto. Al 55’, però, il Foggia passa in vantaggio: Mazzeo dalla destra pennella al centro un pallone sul quale si avventa Loiacono che con uno stacco imperioso devia il pallone verso la porta, con Sala che smanaccia ma che non riesce ad evitare il gol. Maza per Di Piazza è la seconda mossa di uno Stroppa sempre in fibrillazione e osannato dalla Curva Sud. Al 72' grande palla di Mazzeo dal limite per Sarno che salta un difensore in area, e da posizione defilata conclude, ma sull'esterno della rete. Ospiti che stentano a rendersi pericolosi con Guarna spettatore non pagante. Contemporaneamente il Lecce pareggia a Matera, grazie ad uno strepitoso Perucchini, e rinvia la festa della Capitanata di un’ulteriore settimana. I Satanelli vincono, la piazza foggiana esulta per un traguardo davvero a portato di mano e, dopo la Lodigiani, ancora un’altra squadra laziale potrebbe essere la “compagna di feste” del Foggia. Domenica prossima, i rossoneri saranno di scena a Fondi contro quella formazione che all’andata sancì il punto più basso della stagione del Foggia Calcio. Ironia della sorte, esattamente un girone dopo, un pari contro la squadra di Pochesci potrebbe regalare la Serie B al Foggia. Come direbbe qualcuno “what goes around, comes around”.

Ecco le nostre pagelle:

GUARNA, voto 6: Classificarlo come “s.v.” non sarebbe assolutamente sbagliato ma la sicurezza che trasmette al reparto difensivo anche con la palla tra i piedi è meritevole di una giusta e piena sufficienza. SPETTATORE

LOIACONO, voto 8: C’era a Termoli, c’era con il Gladiator e c’è nel momento più importante della storia recente del Foggia Calcio. Un suo gol regala ai rossoneri i tre punti “più importanti” (o quasi) della stagione. Il sogno e a 1 punto. Esce tra gli scroscianti applausi dello Zac per Gerbo (s.v.). EMBLEMATICO

MARTINELLI, voto 7: E’ un difensore ai limiti della perfezione. Anche per demeriti offensivi dei calabresi. Liscia un pallone di testa a centrocampo ma c’è subito il suo fido compagno Coletti a nascondere l’imperfezione. Sfiora il gol con un’incursione aerea. Rispetto a quello ammirato con il Fondi è un altro giocatore. Completamente. RIGENERATO

COLETTI, voto 7: Chiusure e personalità. Il percorso di crescita di Martinelli è da affiancare a quello di Coletti e Stroppa ci ha tenuto a sottolinearlo in conferenza stampa. Ci prova dalla distanza, imposta, lancia in profondità. Un difensore così è tanta, tantissima roba. FACTOTUM

RUBIN, voto 6,5: La fascia sinistra e di sua proprietà. Ci tiene a ribadirlo con le sue solite incursioni. Il sinistro non è caldissimo nonostante un eurogol sfiorato nel primo tempo. La grinta  la personalità che mette in campo sono di palese categoria superiore. CURSORE

AGNELLI, voto 7: E’ la foggianità fatta calciatore. Pardon, Capitano. In queste partite avere un giocatore come lui in grado di fare da filtro tra ambiente e spogliatoio è importantissimo. Ruba una quantità incredibile di palloni e trascina il centrocampo. Porta a casa anche i complimenti di mister Stroppa. BANDIERA

VACCA, voto 6,5: Playmaker, regista, direttore. Dove c’è bisogno di creare gioco, c’è lui. Si corre il rischio di essere ripetitivi con uno come lui ma la sua qualità e la “sua” quantità sono merce rara. POLIVALENTE

DELI, voto 6: Prestazione ordinaria e ordinata. Nessuno slalom, nessuna serpentina. Ha abituato bene il popolo dello Zaccheria ma tutto sommato anche oggi non sfigura. LIMITATO

CHIRICO’, voto 5,5: Parte fortissimo, si guadagna una punizione dal limite e crea problemi alla retroguardia reggina senza però riuscire a trovare la giocata giusta. Esce per Sarno. FUMOSO

MAZZEO, voto 6,5: Si è sempre mostrato allo Zac come una specie di Re Mida. Oggi non segna ma serve l’assist per Loiacono. Anche quando non finisce sul cartellino si rende utile per la squadra lottando su tutto il fronte offensivo. PRAGMATICO

DI PIAZZA, voto 5: Tanti errori tecnici dati dalla foga agonistica e decisioni spesso opinabili che rallentano la manovra rossonera. Ha voglia di fare ma si intestardisce su alcune soluzioni poco fruttuose che fanno imbufalire Stroppa e i tifosi. Esce comunque tra gli applausi per Maza. FANFARRONE

SARNO, voto 6: Volenteroso. Prova a lasciare il segno ma spesso si perde sul finale. Meglio di Chiricò anche senza fare sfaceli. PULITO

MAZA, voto 6: Appena entrato prova un paio di spunti ma non riesce a trovare la giocata decisiva per il 2 a 0. Il fatto che uno come lui sia una quarta-quinta scelta in attacco la dice lunga sulla forza del reparto offensivo foggiano. Potrebbe sempre fare di più dati i suoi mezzi tecnici però oggi non gli si può imputare nulla. SINDACALE

STROPPA, voto 10-: Il “meno” è solo per la “matematica” (o “aritmetica”). Dopo tanto tempo si ripresenta sereno e sorridente ai microfoni post-partita. Il suo discorso ai giocatori a fine partita è degno di un film hollywoodiano. Condottiero, partito in sordina, spesso criticato, ora è pronto a riscuotere quanto gli spetta. Si “confessa” in conferenza stampa dicendo di aver aspettato per tanto tempo il coro dedicatogli dalla Curva Sud. Caro Giovanni, te lo meriti tutto. NON PLUS ULTRA

Agostino Piacquadio