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Dal Fondi a Fondi: i due volti della stagione del Foggia

Foto: Celestino Ieronimo
Foto: Celestino Ieronimo
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Se dovessimo trovare un punto di svolta nella stagione del Foggia, molto probabilmente indicheremmo tutti la gara del 6 dicembre 2016. Allo "Zaccheria" il Foggia affronta il Fondi. I rossoneri in vantaggio di due reti al 35', si fanno prima rimontare e poi superare dai modesti ma mai domi ragazzi di Pochesci. Lo stadio rossonero è imbufalito. Un migliaio di tifosi attende fuori dallo stadio il capitano Agnelli, il presidente Fares e il patron Sannella per un duro confronto. La delusione è tanta, il dito viene puntato dritto verso i giocatori, rei secondo la tifoseria di non metterci il giusto impegno e di non "sudare la maglia". La posizione di Stroppa traballa, serve una sterzata forte. E la sterzata, seppur con qualche difficoltà, arriva dalla giornata successiva, in casa del Melfi. Una vittoria arrivata solo all'89', che decreterà l'inizio del cammino trionfale dei rossoneri. Oggi il Foggia è a un solo punto dalla promozione diretta in Serie B. E la gara che potrebbe sancire il definitivo successo rossonero è proprio quella di ritorno in casa del Fondi. Coincidenza o destino, fate voi.

Ma cosa è cambiato da quel 6 dicembre ad oggi? E' cambiato innanzitutto l'atteggiamento di Stroppa e, probabilmente, anche il suo "polso" nello spogliatoio. Nella prima parte di stagione, il mister rossonero ha sempre assunto pubblicamente un atteggiamento pacato, tranquillo, condito sempre dalle stesse parole rimescolate conferenza dopo conferenza. Dopo il match contro il Fondi, anche lui ha dato una sterzata ai suoi modi di fare. Parole più incisive, più decise, più taglienti, pronte a far centro nel cuore dei tifosi. Ma la sterzata non è arrivata solo a livello mediatico. Una squadra che fino a quel momento aveva collezionato due vittorie nelle ultime dieci partite, non ne mette poi a segno 16 nelle successive 18 per caso. Qualcosa è cambiato, Stroppa ha alzato la voce anche nello spogliatoio, toccando i tasti giusti per ricomporre la sinfonia ideale. I risultati, non solo a livello statistico, ma anche di gioco e carattere di squadra, sono sotto gli occhi di tutti.

E' cambiato poi il centrocampo rossonero, modificato e migliorato dall'innesto di Francesco Deli. Posizione da mezzala leggermente più avanzata, capacità di muoversi e agire tra le linee dando finalmente quel tocco di verticalità in più al gioco tanto conclamata da inizio stagione. Basti pensare all'inserimento in area in occasione del suo primo gol in rossonero contro il Messina, e l'assist tirato fuori dal nulla per Mazzeo contro il Lecce, perla degna solo di giocatori dotati di massima finezza e visione di gioco. 

Passiamo alla difesa, grande punto di forza del Foggia versione 2017. Il cambiamento lo si può scovare soprattutto nelle prestazioni di Luca Martinelli. Abituato a giocare e gestire - forse anche troppo - palla tra i piedi, il centrale ex Messina ha commesso pesanti errori nella prima parte di campionato. Proprio le gare contro Fondi e Melfi rappresentano il punto più basso anche della sua stagione. E come per la squadra e per Stroppa, è "rinato" dopo il buio del 6 dicembre. Più concreto, più concentrato, e l'intesa con Coletti arrivata ai limiti della perfezione. La Serie B passa anche da qui. 

Ma il cambiamento più decisivo, è quello adottato e deciso dalla squadra. Si è passati da accenni di eccessiva superficialità, alla fame di raggiungere vittorie su ogni campo, in ogni momento. E' stato fatto "quadrato", tutti hanno deciso di seguire i dettami di un allenatore preparato e di remare insieme verso un'unica direzione. Lo si nota anche nell'esultanza dopo ogni gol: tutti esultano, tutti corrono verso le Curve, tutti si abbracciano. E, perché no, anche le feste e i sorrisi propalati via social lo evidenziano. E' il segnale della solidità del gruppo, quella che ti fa vincere i campionati. 

Fondi ha ferito, Fondi (forse) premierà. Dall'inferno al paradiso.

Francesco Beccia