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Foggia, Giannetti non è stato ascoltato in udienza. Presente l'Entella

I dettagli forniti dall'avv. Bocchino
I dettagli forniti dall'avv. Bocchino

Emergono curiosi dettagli relativi all'udienza che si è svolta questa mattina presso la sede del Tribunale Federale Nazionale a Roma in merito al processo sportivo in cui è coinvolto il Foggia Calcio e 37 tesserati

Stando a quanto dichiarato dal legale della famiglia Sannella nel processo penale, l'avvocato Gianluca Bocchino (presente all'udienza) ai microfoni di Teledauna, non è stato permesso al commissario Nicola Giannetti, nominato dal GIP di Milano, di parlare. Queste le dichiarazioni di Bocchino:

"Da parte nostra è stato chiesto l'ascolto del commissario Giannetti ma il Tribunale non ha accolto questa nostra richiesta. Io credo che sia l'interlocutore più adatto ed autorizzato a parlare di fatti di rilievo penale, perché viene data per scontata un'ipotesi di riciclaggio che scontata non è, perché sono ancora in corso le indagini". 

Inoltre aggiunge un altro, curioso dettaglio riguardante la Virtus Entella, presente all'udienza: "Altro comportamento gravissimo è stato quello consentito alla Virtus Entella, che è intervenuta discutendo per ultimo, e non si è mai visto un processo dove la parte chiamata in causa, ossia in questo caso i deferiti, si trovino a non poter replicare a dichiarazioni rilasciate da un intervento da parte di un soggetto processuale non necessario". 

Si passa poi al comportamento da parte della Procura Federale di slealtà processuale, secondo Bocchino, spiegato così: "C'è stata una situazione particolarmente concitata ed ho assistito ad un processo che, a mio avviso, è in evidente contrasto con qualsiasi regola del buon diritto e principio giuridico di un paese civile, e lo dico senza fatica. Il problema non è la richiesta ma che ci siano stati dei comportamenti di slealtà processuale da parte della procura, che ha utilizzato delle interlocuzioni avvenute prima del processo, e, come avviene normalmente tra difensori, utilizzandole documentalmente nel processo a dimostrazione della responsabilità, cosa che non si fa neanche davanti ai giudici di pace del Congo belga, quindi un comportamento, a mio avviso, gravissimo". 

Insolita poi, a detta di Bocchino, l'assenza del Procuratore Federale, Giuseppe Pecoraro: "Noi abbiamo fornito alla Procura Federale ed al Dott. Pecoraro alcune spiegazioni che sono state accolte: siamo stati convocati e Pecoraro ha dichiarato apertamente di aver preso atto di una serie di lacune nel procedimento federale e sugli atti del procedimento di Milano (quello ordinario, ndr) che non erano di sua conoscenza, ed addirittura pensava ci fosse una contestazione di 416bis, contestazione mai esistita e che mai esisterà. Tuttavia Pecoraro oggi non c'era, e la sua assenza ci lascia perplessi, ed il Dott. Chiné ha preso le distanze anche delle considerazioni dello stesso Pecoraro. L'ottimismo dei giorni scorsi nasceva da alcune richieste di spiegazione alle quali non facevamo alcuna fatica a dare risposta, compresi dati contabili che sono sotto gli occhi di tutti e sono pubblici, nonché dimostrazione chiara ed indiscutibile di una gestione corretta e trasparente della società, che ha impiegato oltre 20 milioni di euro nei campionati di cui stiamo parlando. Siccome c'è stato chiesto di dare spiegazione di quei numeri, noi abbiamo portato dati certificati, relazioni della Co.Vi.Soc. ed una serie di dati economici che sono stati forniti su richiesta della Procura. Le spiegazioni sono state di una trasparenza unica. Ripeto, prendiamo atto che Pecoraro non fosse presente oggi e non spetta a me fare considerazioni su perché il capo della Procura, che è stato il nostro interlocutore, oggi non fosse presente. Se fossi stato io il difensore in questa circostanza lo avrei evidenziato, ed avrei fatto notare al Dott. Chiné che stava prendendo le distanze anche dal suo titolare, per lo meno nei termini in cui ci aveva riconosciuto l'esistenza di profonde lacune nel fascicolo del deferimento". 

Conclude infine con un auspicio in merito alla sentenza del Tribunale Federale: "Di fronte c'è un collegio che auspichiamo sia tecnico, altrimenti l'attività della Procura lascerebbe perplesso qualsiasi avvocato e difensore abituato ad avere a che fare con la giustizia delle sedi ordinarie. A mio avviso vi erano tantissime violazioni di principio giuridico tra cui quello dell'impossibilità a dare per scontati fatti che sono ancora sub-iudice: ammettiamo che questi argomenti che vengono utilizzati non con termini di presunzione ma in termini di certezza domani vengano smentiti davanti al tribunale ordinario, cosa succede al Foggia Calcio? Se non avessimo fiducia in un tribunale terzo e pensassimo che il processo sia già concluso, dovremmo andare a casa e pensare che sia finita per il Foggia Calcio, ma non c'è convinzione che il tribunale sia allineato con le richieste, anzi c'è l'auspicio che abbia una capacità tecnica di approfondimento".

Francesco Beccia