Foggia, Agnelli: "Siamo con il mister. A Livorno dipende solo da noi"

Cristian Agnelli, oggi in conferenza
Cristian Agnelli, oggi in conferenza

È intervenuto poco fa in conferenza, il capitano del Foggia Cristian Agnelli. Il 33enne centrocampista, alla settima stagione consecutiva in maglia rossonera, ha dichiarato:

"In questa situazione io e i miei compagni vogliamo metterci la faccia, bisogna vivere questo momento in modo intenso, provando ad uscirne. Come fare? Beh dobbiamo ritornare alla vittoria, l'unico modo per risollevarci. Tra di noi ci siamo confrontati e sappiamo di dover uscire da questa situazione anche tramite i segnali non troppo positivi della tifoseria che, giustamente, ci spinge a cambiare rotta.

Siamo consci della nostra classifica e nonostante l'annullamento della penalizzazione sappiamo quanto sia negativa. A Livorno ci vorrà un altro Foggia perché è uno sconto diretto e dovremo fare quel qualcosa in più che ci permetta di arrivare alla vittoria. Lunedì l'ho vista come spettatore e mi sento di dire che ci è mancato il capire quando dover spingere.

Non ho vissuto bene la partita col Venezia perché ci sono stati degli episodi che hanno creato critiche che personalmente non mi aspettavo. C'è stata una discussione fra me e alcuni tifosi che speravano prendessimo gol per dare il via alla contestazione e non penso sia questo lo spirito giusto.

Ora abbiamo, più che mai bisogno di aiuto, però conosco Foggia e so quanto sia una piazza particolare, che devi vivere dentro e capire cosa ti dà. Bisogna invertire la rotta, con il cuore, perché questa piazza merita ben altro. Nel secondo tempo di lunedì dopo il cambio di Deli, che mi era piaciuto, per Cicerelli sembrava darci ancora la possibilità di fare il nostro calcio e comandare il gioco invece, purtroppo, mentalmente, il gol preso nei secondi finali della prima frazione ha influito e ci ha fatto perdere lucidità e nel finale anche la stanchezza di alcuni giocatori, Rubin in particolare, ha peggiorato la situazione.

L'arma in più a Livorno? Il cuore. Sappiamo, ripeto, che è uno sconto diretto e di fronte avremo una tifoseria importante quindi più che mai dovremo avere la spinta dai nostri tifosi. La tifoseria fischia perché vuole molto di più da noi, dopo cinque pareggi di fila è quasi fisiologico. Nello spogliatoio c'è unità e gli unici che possono invertire questa situazione siamo noi e nessun altro. Non siamo affatto contenti dei tanti pareggi nemmeno noi ma penso che alcune partite, Spezia e Cittadella su tutte, potessero avere tutt'altro esito e saremmo certamente in un'altro tipo di situazione.

Abbiamo un credito con la sfortuna nonostante poi questo non interessi a nessuno e non fa certo la differenza. Sappiamo che i risultati sono negativi ma sarei felice se ci vedeste durante la settimana. È facile criticare i singoli senza conoscere l'impegno che ognuno di noi ci mette in ogni allenamento. In questo momento non c'è tranquillità, mi sembra chiaro ma non siamo certamente morti, nello spogliatoio non ci sono bare, c'è un grande gruppo fatto da giocatori di un certo calibro che in campo ha la voglia di trasferire tutto ciò che la tifoseria chiede. Dopo pranzo oggi ho rivisto la partita di Chiavari della scorsa stagione: eravamo in un momento difficile, difficilissimo, poi un gol di Kragl sbloccò tutto e da quel momento partì il nostro splendido girone di ritorno. In questi momenti anche un singolo puo fare la differenza che sia in grado di portare in campo tutto l'impegno settimanale.

Ciò di cui più abbiamo bisogno in questo momento è l'entusiasmo, nonostante l'andamento dica che non siamo ancora una grande squadra e, soprattutto, nonostante i tanti punti persi, anche in situazioni di vantaggio, che fanno star male anche me. Questo gruppo è straordinario ma deve crescere in personalità ed è neccessario un cambio già da domenica. Le grandi squadre hanno un'unica mentalità: proporre, sia che si tratti di lotta salvezza sia che si lotti per il salto di categoria. Tutto ciò però arriva solo con la fiducia e la fiducia arriva solo tramite i risultati perché la gamba, la faccia l'abbiamo sempre messa. Questo non è bastato finora, sappiamo di dover fare di più ma senza perdere la testa.

Siamo con l'allenatore, lui soffre tanto questa situazione. Dobbiamo essere tutti uniti e uscirne insieme.

Fonte: Ilfoggia.com

Alessandro Affatato

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