EDITORIALE - Spanne fatali

Artefici e complici di un fallimento
Artefici e complici di un fallimento

Il cerchio si è chiuso. Il Foggia saluta la Serie B dopo aver boccheggiato per tutto il campionato tra zona retrocessione e zona play-out, a meno di una grazia dalla giustizia sportiva nella giornata di venerdì. Ma il fallimento resta, ed è un fallimento meritato, non c'è che dire. 

Perché se ti affidi a Bizzarri per metà campionato (41 anni, oltre 200k di euro di ingaggio, trovate voi la spiegazione logica), salvo poi sostituirlo per non rischiare il pubblico linciaggio, meriti la Serie C. Perché se Carraro lo reputi una spanna sopra Greco, salvo poi smentirti clamorosamente a gennaio richiamando alla base l'ex Roma (due anni e mezzo di contratto a oltre 300k di ingaggio, trovate voi la spiegazione logica), meriti la Serie C. Perché se ti affidi a Grassadonia prima e, soprattutto, a Padalino poi, maltrattando il 59enne Delio Rossi perché voleva svolgere il suo lavoro in piena autonomia senza altre figure societarie in panchina (scena unica per il calcio italiano), meriti la Serie C. Perché se compri innumerevoli attaccanti (e prime donne, che a porta sguarnita poi sbagliano l'impossibile) anziché rinforzare degnamente un centrocampo privo di muscoli e quantità, sia ad agosto che a gennaio, meriti la Serie C. Perché se abusi della fiducia della società, meriti la Serie C. Perché se parli di obiettivo play-off e Serie A in due anni, e poi sparisci quando navighi in brutte acque, meriti la Serie C. Perché se riesci a rovinare quanto di ottimo costruito l'anno scorso, quando la piazza spendeva parole d'elogio da ogni angolo, meriti la Serie C

Trovate voi l'artefice. I complici sono molti, a partire da mister "mi reputo un buon allenatore, anzi un ottimo allenatore", mister "il nostro è un calcio codificato", mister, ahinoi, doppia retrocessione consecutiva. Finendo per una società che, peccando di troppa inesperienza, è stata inghiottita da un vortice di scelte sbagliate ed episodi infelici, rivelandosi poi incapace di prendere in mano la situazione nel momento cruciale, quando il salvabile era ancora salvabile, lasciando al caso il futuro di una gloriosa società che l'anno prossimo festeggerà il suo centenario. In Serie C, se non una spanna oltre

Complimenti a tutti.

Francesco Beccia

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