Vieste, Sollitto: "Stagione straordinaria. Rammarico per la finale" - I AM CALCIO FOGGIA

Vieste, Sollitto: "Stagione straordinaria. Rammarico per la finale"

Foto: Sergio Porcelli
Foto: Sergio Porcelli
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La stagione attuale, conclusasi anzitempo causa Coronavirus, ha visto l'Atletico Vieste chiudere il campionato di Eccellenza pugliese al 6° posto in classifica, a ridosso delle big del torneo. Nonostante le cinque gare ancora da disputare, la stagione dei garganici si può definire assolutamente positiva, considerando anche la prestigiosa finale di Coppa Italia giocata e sfortunatamente persa con il Corato. Ad oggi però la situazione societaria della compagine biancoceleste non è delle migliori, con il futuro ancora tutto da decifrare.

A tal proposito abbiamo contattato il capitano Francesco Sollitto, vera e propria bandiera dei viestani con all'attivo oltre 200 presenze, con la quale abbiamo parlato della stagione appena conclusa e dei possibili risvolti futuri. Queste le sue parole ai nostri microfoni:

La stagione appena conclusa ha visto prima dello stop forzato, causa Coronavirus, l'Atletico Vieste al 6° posto, a cinque giornate dal termine ancora in piena corsa per il raggiungimento dei play-off, chiaramente tenendo conto del cammino del Corato nella fase nazionale di Coppa Italia.Traguardo che analizzando la partenza non positiva della squadra, nella fattispecie nel girone d'andata, sarebbe stato un vero e proprio miracolo.

"Certo, sfido chiunque a partire con con quattro sconfitte di fila e poi finire il campionato in zona play-off. È stata una grande stagione, con un girone di ritorno dove siamo stati secondi solo al Molfetta, condito con delle prestazioni di spessore e con giocate di squadra davvero importanti per la categoria. Chi ha visto il Vieste di sicuro non si è mai annoiato".

Stagione destinata a rimanere nella storia del club, oltre alla grandissima rimonta in campionato, spicca anche la finale regionale di Coppa disputata col Corato e persa dopo una grandissima prestazione.

"Un percorso straordinario, una finale di Coppa persa nella gara di ritorno dopo un primo tempo strepitoso e che ancora oggi non riesco a dimenticare. Siamo stati sfortunati non avendo avuto a disposizione anche il nostro play Colella, calciatore che in questa categoria fa la differenza come pochi. Resterà il rammarico più grande della mia carriera non aver potuto alzare la coppa al cielo nel nostro stadio".

Focalizzandoci un po' più su di te, quest'anno oltre alla grande cavalcata in prima squadra hai avuto modo di seguire dal vivo anche la formazione Juniores.

"Bella esperienza. Ho avuto in mano una squadra di ragazzi eccezionali, giocavamo sotto età di due anni, la mia squadra era infatti composta da 2003 e 2004. La cosa più bella oltre al risultato, sono state le nostre prestazioni a livello di squadra, credo che per un allenatore (ancora presto per diventarlo) sia la soddisfazione più grande vedere la squadra che mette in campo quello che tu chiedi e che provi in settimana. Avere il coraggio di giocare da dietro anche con il rischio di prendere gol significa avere carettere e i miei ragazzi hanno dato dimostrazione di avere coraggio. Ringrazio la società per avermi dato questa possibilità, non nego che allenare potrebbe in futuro essere la mia strada, ma è presto, ora la mia testa è proiettata sul campo come giocatore, dove spero di continuare ancora per molto tempo".

Nell'ultima settimana sono arrivati ufficialmente anche i primi verdetti della LND inerenti a promozioni e retrocessioni. Inevitabilmente non sono mancate le polemiche e per questo ti chiedo: giusto promuovere la prima e retrocedere solamente l'ultima? E inoltre, secondo te c'è la possibilità di vedere un Eccellenza allargata l'anno prossimo, con il possibile ripescaggio anche di squadre come Manfredonia e Matino dalla Promozione?

"Credo che il Molfetta ha strameritato di vincere questo campionato e colgo l'occasione per fare i complimenti a tutto l’ambiente Molfetta Calcio. Per quanto riguarda le retrocessioni se proprio dovevano essere decretate, bisognava far retrocedere le ultime tre, non solamente il San Marco. Per i ripescaggi e l'allargamento del girone, sono del parere che in questo periodo di crisi sia giusto far salire in qualunque categoria le squadre che hanno progetti seri, sani e ambiziosi. Squadre come Manfredonia, Matino e Vigor Bitritto meritano il salto di categoria".

Il momento non semplice che la società dell'Atletico Vieste sta attraversando è cosa ormai nota a tutti e il futuro ad oggi è ancora tutto da decifrare. Da bandiera e da capitano delle ultime annate, cosa ti senti di dire alla città e ai tifosi?

"Il Vieste è in un momento di crisi, come del resto molte delle società del calcio dilettantistico. Sarebbe un peccato non vedere ai nastri di partenza una società che ormai è un esempio per l’intero panorama calcistico regionale, sono però convinto che questo non accadrà, anche con un ridimensionamento del budget, il Vieste ci sarà. Non nascondo che personalmente qualcosa si muove, ma se dovessi lasciare Vieste, a cui va la mia priorità per tutto quello che mi ha dato, sarà solo per un progetto serio e ambizioso".

Ignazio Silvestri

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