Nasce la Super Lega: è scontro totale tra i "Top 15" e le istituzioni - I AM CALCIO FOGGIA

Nasce la Super Lega: è scontro totale tra i "Top 15" e le istituzioni

Il Pres. A. Agnelli, Juventus
Il Pres. A. Agnelli, Juventus
BeneventoSerie A

Da ieri mattina, quando alcune testate nazionali ed estere hanno per prime dato la notizia, non si parla altro che della creazione della Super Lega, il progetto al quale, al momento, hanno dato vita 15 "Top" club europei tra i quali le tre italiane Inter, Juventus e Milan. 

Si tratta di una Lega alla quale dovrebbero partecipare 20 squadre, 15 (ma si parla anche di 17/18) saranno membri fondatori mentre le rimanenti potrebbero essere ammesse di anno in anno. Non sono previste retrocessioni. Il presidente della Super Lega sarà Florentino Perez, numero uno del Real Madrid; due saranno i suoi vice: Andrea Agnelli, presidente della Juventus, e Joel Glazer, co-presidente del Machester United.

A cosa serve la Super Lega? La risposta è abbastanza semplice: a garantire maggiori introiti ai club che vi parteciperanno con conseguenze ovviamente deleterie per i rispettivi campionati nazionali.

Già, i campionati nazionali: che ne sarà dopo? Proprio in quest'ottica, nella serata di ieri, è arrivata la risposta congiunta della UEFA e delle principali Leghe calcistiche europee, tra le quali la Serie A. Nel documento si legge che, qualora tali squadre dovessero realmente dare vita alla Super Lega, le stesse verrebbero escluse dai rispettivi campionati nazionali e dalle coppe europee. Inoltre, ai calciatori di tali squadre non sarebbe permesso di giocare con le rispettive nazionali.

Anche alcuni leader politici europei, su tutti il presidente francese Macron ed il primo ministro britannico Johnson, si sono espressi con parere negativo a tale ipotesi sostenendo, a ragione, che una soluzione del genere affosserebbe i campionati nazionali andando contro quelli che sono i principi dello sport in generale e del calcio in particolare. Inoltre, secondo i due esponenti politici, si andrebbe contro i desideri di milioni di tifosi che vedrebbero depauperati i propri campionati nazionali.

In Italia la politica non si è espressa ufficialmente ma ci sono già tre società, Atalanta, Cagliari e Verona, che hanno richiesto l'eventuale esclusione di Milan, Inter e Juventus dai campionati italiani qualora dovessero realmente aderire a tale progetto.

La domanda che tutti si pongono è: perché questa scelta da parte dei 15 club? La risposta è la più semplice possibile: per soldi. Grazie al loro partner finanziario, JP Morgan, ai club sarà garantito un contributo "una tantum" da 3,5 miliardi di euro oltre, ovviamente, ai ricavi derivanti dalla vendita dei diritti televisivi delle partite. Non si conoscono ancora quali saranno i criteri di ripartizione dei suddetti ricavi né se i 15 club abbiano previsto un meccanismo di solidarietà con i rispettivi tornei nazionali.

Al momento la bomba è stata sganciata, dobbiamo attendere per vedere quali saranno i reali effetti di questo annuncio e se si andrà effettivamente avanti oppure la diplomazia del calcio riuscirà a ricucire uno strappo che, al momento, sembra troppo grande per essere coperto con una "pezza".

Maurizio Morante