Non è facile raccontare Martì Riverola...

Non è facile raccontare, spiegare, analizzare un giocatore come Martì Riverola. Faccia limpida da bravo ragazzo, biglietto da visita tra i più importanti, della cantera forse più famosa al mondo, quella blaugrana, con annesso esordio in Champions League. Si presentò così un anno e mezzo fa al popolo rossonero. Fortemente voluto da De Zerbi per il suo 4-3-3 molto catalano, ha praticamente diviso nel tempo il tifo rossonero. Tecnica da vendere, grinta non da Lega Pro; qualità sopraffina, quantità carente. I primi mesi in rossonero da "oggetto misterioso", ultimi mesi della scorsa stagione da elemento imprescindibile del centrocampo. Le due pesantissime perle contro Akragas e Lecce, che hanno fatto esplodere lo "Zac", tornato poi a dividersi quest'anno tra buone prestazioni e anonimati assoluti dello spagnolo.
Non è facile raccontare Martì Riverola. Anche ora, dopo la sua ufficiale cessione alla Reggiana, il tifoso rossonero è combattuto. Abbiamo perso un potenziale gioiello, o un mezzo giocatore di Lega Pro? Nessuna risposta, per ora. Sarà il tempo a emettere la sentenza. Desta scalpore comunque la scelta: chiesta la cessione per ambire a categorie superiori, per poi approdare in un'altra squadra di Lega Pro, fresca di separazione con l'allenatore, con possibilità sicuramente più ridotte rispetto al Foggia di approdare in B. Ma anche questo, probabilmente, fa parte della mutabilità di un giocatore che, comunque, a Foggia si è dimostrato essere un professionista serio.
Non è facile raccontare Martì Riverola...
